DESCRIZIONE
Il progetto “Rigenerazione culturale e sociale dei borghi storici di Castello del Matese e Letino in forma aggregata”, finanziato dal Ministero della Cultura (fondi del piano Next Generation EU, PNRR), punta a valorizzare le tradizioni culturali, artigiane e agricole dei borghi interni dell’Alto Casertano per contrastare il fenomeno dell’abbandono e dello spopolamento da parte delle giovani generazioni.
È noto che tra le colline e i rilievi dell’Alto Casertano si estendono territori aspri e autentici, dove la natura ha conservato nel tempo un patrimonio straordinario di biodiversità e saperi antichi. Luoghi che, proprio perché poco adatti all’agricoltura intensiva, sono stati modellati dalla tenacia e dalla storia delle comunità locali, custodendo tradizioni, paesaggi e identità. Oggi questo territorio ha l’opportunità di aprire una nuova stagione di rinascita. Attraverso questo ambizioso progetto, l’Alto Casertano può diventare laboratorio di innovazione e sostenibilità, capace di attivare un’economia circolare che valorizzi le risorse locali, generi nuove opportunità e restituisca valore alle comunità che lo abitano.
Nell’ambito delle attività del progetto, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche (DiSTABiF) dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ha messo a disposizione le competenze del Prof. Antimo Di Maro, da anni impegnato nella valorizzazione dei prodotti agricoli tipici dell’Alto Casertano, tra cui finocchietti, cicerchie, lenticchie e ceci di Valle Agricola, oltre ai fagioli di Gallo Matese e ai fagioli “Curniciello” di Caiazzo.
Il gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Di Maro, composto dal tecnologo Nicola Landi e dalla ricercatrice Sara Ragucci, ha analizzato le caratteristiche nutrizionali di questi prodotti, valutandone il contenuto in macro- e microelementi e individuando biomolecole potenzialmente responsabili dei loro effetti benefici sulla salute.