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Segale e patata: il futuro dei borghi di Letino e Castello Matese riparte dalla terra

Ricerca scientifica, tracciabilità e sostenibilità ambientale per valorizzare e rigenerare l’identità culturale del territorio.

DESCRIZIONE

L’intervento prevede la messa a punto di un percorso che parte da itinerari di coltivazione a basso impatto ambientale mediante il recupero delle Risorse Genetiche Vegetali di segale e patata più adattate alle condizioni pedoclimatiche, basati sull’avvicendamento e sulla gestione della sostanza organica sull’utilizzazione di tecnologie innovative finalizzate a ottimizzare l’uso delle risorse e contribuire allo stoccaggio del carbonio e alla riduzione delle emissioni e migliorare la qualità del prodotto.

La fase successiva prevede la determinazione della composizione qualitativa e nutraceutica delle produzioni in funzione di prodotti anche innovativi e, infine, l’adozione di sistemi di certificazione basati sulla tracciabilità delle filiere, valutazioni di impatto ambientali (Life Cicle Assesment, bilancio del carbonio).

Le operazioni prevedono la collaborazione del Dipartimento di Farmacia dell’Università degli studi di Salerno che mirando alla valorizzazione delle specie individuate dal punto di vista qualitativo e nutraceutico, unitamente alla definizione della sostenibilità dei processi di produzione inseriti nel contesto ambientale di riferimento, contribuiscono all’obiettivo finale di valorizzazione del patrimonio di risorse agricole e di risorse culturali, materiale ed immateriali, utili alla rigenerazione e vitalità dei borghi.

In un contesto in cui le dinamiche agricole stanno subendo cambiamenti significativi, esplorare le pratiche di coltivazione della segale e delle patate a Letino e Castello Matese diventa un'occasione per comprendere come tradizione e modernità si intreccino in queste comunità. Questa ricerca mira a definire il quadro delle possibilità di rilancio di questi luoghi, interagendo in modo sinergico con la popolazione locale.

PROGETTO

Il progetto parte da una prima fase di studio del territorio e delle tradizioni colturali locali.

Per la fase di attuazione della ricerca, sono stati infatti pianificati incontri, sessioni di brainstorming, interviste e sondaggi per comprendere le possibili problematiche, con l'obiettivo di definire nuove sfide e opportunità basate sui settori agricoli locali. Lo studio ha analizzato non solo gli aspetti tecnici e produttivi legati alla coltivazione della segale e delle patate, ma anche di esplorare il ruolo culturale e sociale che queste hanno svolto in passato e possono svolgere in futuro all'interno delle comunità di Letino e Castello Matese.

Una volta chiarito lo stato dell'arte, sono state intraprese azioni concrete che hanno coinvolto direttamente gli abitanti.

Gli agricoltori interessati hanno espresso la volontà di rispondere a un sondaggio dettagliato e di condurre un primo sopralluogo sul campo, rivelando necessità che la ricerca può affrontare attraverso un processo di co-creazione di nuove soluzioni per lo sviluppo di un'agricoltura multifunzionale e sostenibile.

Da una prima sperimentazione condotta tra settembre 2023 e luglio 2024 nel comune di Letino (CE) finalizzata al recupero della varietà locale "Sècena del Matese". L’obiettivo principale del campo sperimentale è stato valutare l'adattabilità di questo genotipo alle mutevoli condizioni climatiche montane e determinarne l'efficienza d'uso dell'azoto (NUE), parametro cardine per la sostenibilità ambientale. Seconda fase della campagna sperimentale è rappresentata dal monitoraggio della coltura mediante l'integrazione di rilievi non distruttivi e tecnologie di precisione:

1. TDR (Time Domain Reflectometry): Per la misurazione continua del contenuto volumetrico di acqua nel suolo fondamentale per monitorare il rischio di ristagno idrico nelle fasi critiche.

2. MPM-100 (Multi-Pigment Meter): Utilizzato per la stima non distruttiva del contenuto di clorofilla e di altri pigmenti fogliari, indicatori diretti dello stato di salute e dell'efficienza fotosintetica della segale.

3. Termografia IR: Mediante l'uso di termocamere ad alta risoluzione, è stata rilevata la temperatura della chioma (canopy temperature). Questo dato è stato impiegato per calcolare l'indice di stress idrico della coltura, correlando la temperatura vegetale alla traspirazione.

Al raccolto, sono state eseguite analisi distruttive per quantificare la biomassa, il profilo nutrizionale e il contenuto di azoto nel sistema pianta-suolo.

RISULTATI

I risultati preliminari evidenziano una notevole resilienza della Sècena, capace di mantenere buoni standard produttivi nonostante la suscettibilità tipica della specie ai ristagni idrici e all'allettamento. Infine l'analisi della NUE suggerisce un'elevata capacità di estrazione dei nutrienti in suoli acidi e poveri, confermando il ruolo della segale locale come strumento di valorizzazione economica per i borghi dell'entroterra e fornitrice di servizi ecosistemici essenziali.

La Sècena del Matese si conferma una risorsa promettente per un'agricoltura di montagna che sia al tempo stesso produttiva, resiliente ai cambiamenti climatici e rispettosa dell'ambiente.