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Tradizione e sapori locali per un turismo di comunità

La comunità di Castello del Matese e Letino al centro del progetto Borghi

DESCRIZIONE

L’intervento si propone di divulgare attraverso eventi aperti alle popolazioni l’operato del progetto Borghi e delle sue peculiarità.

Il progetto parte infatti dalla “Comunità”, dalla sua accezione pura di insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini condivisi dalle comunità di Castello del Matese e Letino.

Gli eventi realizzati sono stati co-progettati insieme alle associazioni del territorio di consolidata esperienza e operato negli anni.


STABAT

Il "Festival di Letino" a cura della Fondazione Stabat coinvolge più di 500 giovani che giungono da più di 38 Paesi del Mondo. È un momento in cui fede, spiritualità, culture, tradizioni si incroceranno per dare vita a nuovi pensieri, per rafforzare identità, per innestare nei giovani valori eterni.

La Fondazione Stabat Onlus – con sede a Milano – svolge attività di beneficenza, di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale, di assistenza sociale. Destinatari di queste azioni/attività sono persone in situazioni di disagio e vulnerabilità in ragione di condizioni fisiche, psichiche, economiche sociali o familiari e soprattutto di quanti sono abbandonati e sofferenti. L’esperienza nasce nell’hinterland napoletano con giovani professionisti già impegnati in missioni umanitarie all’estero. Primato della persona; presenza sul campo; perennità dell’azione umanitaria intrapresa i principi di Stabat; tra le scelte della Fondazione quella di cooperare con enti motivati alla realizzazione del bene sociale.

Il Festival abbraccia più tematiche:

SPIRITUALITÀ: Durante tutto il festival, i partecipanti sono invitati a prendere parte alle celebrazioni quotidiane, come le Lodi del mattino e i Vespri della sera. Questi momenti di preghiera scandiscono il ritmo della giornata, permettendo ai partecipanti di fermarsi e riflettere. Ogni celebrazione è un'occasione speciale in cui i partecipanti possono vivere appieno la bellezza della preghiera nelle tipiche chiese italiane di Letino e Gallo. Il festival offre anche opportunità di Adorazione Eucaristica durante tutta la giornata. Questi momenti di silenziosa preghiera davanti al Santissimo Sacramento sono accompagnati dalla presenza dei sacerdoti, che permettono a chi lo desidera di ricevere il sacramento della confessione. La liturgia è animata dal Coro Internazionale del Festival Letino.

VILLAGGIO DEI BAMBINI: Per i tre giorni del Festival i bambini vivono un'esperienza speciale nel Villaggio dei Bambini. Tutte le attività sono attentamente monitorate da un team di volontari premurosi, garantendo un ambiente sicuro e divertente per i bambini. I bambini più piccoli potranno divertirsi con racconti, attività artistiche e manuali, musica e giochi, mentre i più grandi potranno partecipare a laboratori teatrali, sport, cacce al tesoro e visite alle mostre del Festival.

MOSTRE: Ogni anno, il Letino Festival invita artisti a esporre le proprie opere, trasformando il festival in uno spazio di scoperta artistica. Le mostre offrono un’ampia gamma di espressioni artistiche come dipinti, fotografie e sculture. Accoglie artisti emergenti ed esperti, ogni mostra inizia con un vernissage, un momento conviviale per presentare l'artista e la sua opera.

SERATE: Ogni sera al Letino Festival vi aspetta un programma ricco e variegato, con una varietà di spettacoli artistici ed esperienze culturali.


Festa della montagna- i Riti" - Letino

L’Associazione Giovanile Jobba di Letino è un gruppo locale molto attivo nella promozione culturale, sociale e territoriale del borgo, situato nel cuore del Parco Nazionale del Matese. È composta principalmente da giovani del posto e si pone l’obiettivo di valorizzare le tradizioni, le radici contadine e l’identità comunitaria di Letino, con un approccio che unisce memoria e innovazione.

L’iniziativa più conosciuta dell’associazione è la rievocazione de “I Riti” di Letino, una manifestazione che si tiene ogni estate e che ripropone l’antica pratica della fienagione, cioè la raccolta e conservazione del fieno, simbolo della vita agricola di un tempo. Durante l’evento si svolgono anche riti popolari, la vestizione del costume tradizionale letinese, musica popolare, trekking nel Matese e degustazioni di prodotti tipici locali. L’associazione cura inoltre il coinvolgimento delle nuove generazioni nella riscoperta di queste pratiche, creando un ponte tra passato e futuro.

La scelta di denominare l’evento “I riti” non è casuale, ma rimanda al metodo di lavoro antico che per l’appunto veniva chiamato “rito” e si articolava in diverse fasi: la raccolta del fieno tramite un rastrello e successivo cumulo, quest’ultimo veniva poi legato con delle corde e infine caricato su un asino che provvedeva al trasporto verso la stalla. Nel corso delle due serate saranno presenti artigiani e produttori agricoli locali, con l’intrattenimento a base di musica folk.

Jobba collabora spesso con la Pro Loco Letizia e con altri enti locali nei progetti del Bando Borghi, per la rigenerazione culturale e la promozione economico-sociale del territorio. È uno degli attori principali che contribuiscono alla rinascita agricola e culturale del paese — ad esempio nel recupero di coltivazioni autoctone come la segale e la “patata di montagna” di Letino.

Jobba si configura come una realtà giovanile radicata nel territorio che unisce tradizione, comunità e innovazione, diventando un modello positivo di partecipazione e identità attiva nei piccoli borghi montani del Matese.


Costume di Letino il rituale del matrimonio (RODDA)

La Pro Loco “Letizia” di Letino è stata fondata nel 1984 ed è stata la prima associazione ad operare come agenzia presente nel territorio fino a diventare un punto fermo di riferimento sia per gli abitanti locali che per i numerosi turisti che visitano il territorio.

L’Associazione svolge il servizio di Informazione Turistica per conto del Comune promuovendo il territorio e la sua conoscenza con manifestazioni culturali, ricreative, sportive e folcloriche, organizzando eventi e manifestazioni di carattere non solo comunale ma anche a livello provinciale, regionale e oltre.

Tra gli eventi più importanti c’è il tradizionale rito della Rodda e della Parentezza, unica ed originale rappresentazione dell’antico fidanzamento e matrimonio rigorosamente in costume tipico e con il coinvolgimento di tanta popolazione.


Tutto come avveniva una volta, di fronte al pubblico curioso e festante di fronte alla visione di uno spaccato di storia mai visto, seguendo la cadenza di usanze che si distribuivano in più giorni di preparativi e di festa fino al matrimonio e al ritiro in casa degli sposi dopo i festeggiamenti. Letino ancora oggi coinvolge nella rappresentazione dei riti antichi buona parte della popolazione segno di forte legame tra generazioni e con le radici: bambini, adolescenti, i giovani, donne e uomini con l’organetto e poi gli sposi e il corteo delle rispettive famiglie.

Rodda e parentezza sono ufficialmente inseriti nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano che raccoglie (previa precisa richiesta di accoglimento e inserimento nei registri regionali) le pratiche connesse alle tradizioni, alle conoscenze, alle usanze, ai saper fare della comunità campana, così come definite dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n°167/2007: nel caso di Letino si tratta di un riconoscimento che testimonia il valore storico artistico di un rito rivelatore dell’identità ed esclusività del luogo.





Il pezzo forte di tutta la messa in scena è il costume tipico, vero e proprio patrimonio non solo artistico ma anche economico se si pensa alla qualità delle stoffe, dei decori, degli ornamenti che esso porta con sé. Un bellissimo quadro raffigurante due donne in costume letinese appartiene alla collezione privata del critico d’arte Vittorio Sgarbi, segno del valore concentrato nel piccolo paese del Matese a quota 1000 metri.




LA GIOSTRA 2023

La Giostra

L’evento rievoca l’assedio dei baroni del 1460, episodio storico risalente a quando Castello era la rocca alta di Piedimonte, fedele a Ferdinando I d'Aragona, luogo dove ripararsi per l’ultima disperata resistenza. Per l’occasione, il paese viene addobbato con bandiere e fiaccole; le piazze e i rioni si animano con concerti ed eventi ludici, mostre e giochi d’epoca. Le note di flauti e liuti, vicolo dopo vicolo, accompagnano i visitatori fino alla Torre Grande, che sovrasta e caratterizza il paese, accanto al Giardino degli Artisti, piccolo museo a cielo aperto, con i tesori d’arte locale, dalla pittura alla scultura, dall’artigianato alla fotografia.

Particolarmente caratteristici sono i banchetti contradaioli, allestiti nelle piazzette interne di Castello, in cui è possibile gustare i piatti tipici della cucina castellana e matesina. Le contrade animano con canti e danze la sera del sabato, in un itinerario gastronomico, dove si respira una sfida nella sfida, a colpi di prelibatezze. Il torneo è una disfida tra i tre cavalieri, rappresentanti delle contrade castellane (Cavallo, Platano e Torre), che si lanciano al galoppo, armati di lunghe lance, per centrare gli anelli posti nel suggestivo campo di gara. La conquista dello stendardo cittadino è il preludio per la proclamazione della contrada reggente, alla presenza del Signore del Castello e per il banchetto finale in Piazza Roma, dove si fanno gli onori al vincitore.

Evento

Durante la cerimonia d’apertura la contrada vincitrice uscente riconsegna il gonfalone del Castello e affigge la mattonella con i propri colori, sul muro del palco cittadino. La serata è poi allietata dalla musica nelle varie piazze delle contrade, dall’inaugurazione delle mostre degli artisti e dall’apertura del banchetto, nella centrale Piazza Roma. Il sabato, ferventi i preparativi per la domenica (ci si può imbattere nei cavalieri delle contrade, mentre galoppano o trottano in sella ai loro cavalli, per abituarli alla tenzone), è un continuo via vai per le strade del paese, per l’organizzazione dei banchetti serali. La sera del sabato, infatti, ogni contrada prepara il proprio menù, con piatti tipici matesini e ricette d’antichi sapori. La serata si conclude in Piazza Roma, dove si continua a festeggiare fino all’alba! Il fulcro della festa è prerogativa della domenica. Dopo il passaggio del corteo medievale, lo spettacolo offerto dagli sbandieratori e dagli armigeri, appuntamento nell'arena per il tanto atteso torneo tra le tre contrade del Cavallo, del Platano e della Torre. Al termine del palio, il nuovo Signore del Castello sarà festeggiato in Piazza Roma con il banchetto, il concerto finale e il commiato alla successiva edizione. Per richiamare ancor di più il clima medievale è nata l'idea simpatica e coinvolgente dell’operazione di cambio degli euro in Tarì, che è stata una moneta medievale utilizzata in tutto il Mediterraneo.

Durante tutta al Manifestazione è la “moneta corrente”, spendibile oltre che presso gli stand anche presso qualsiasi attività commerciale del comune con cambio da effettuare presso banco del “Monte dei Pegni”.

Il Palio

Dopo aver prestato giuramento di fedeltà al signore del castello, i tre cavalieri designati dalle contrade a rappresentarli nella disfida passeranno, una volta giunti sul campo di gara, al rito del “tocco” con cui verrà designato l’ordine di gara. Ogni cavaliere, vestito con i colori della propria contrada, cercherà di infilare al galoppo anelli via via sempre più piccoli ai quali corrisponde un punteggio, se infilzati, in base alla grandezza; questo per un totale di cinque tornate. Durante la gara sarà presente la giuria che deciderà sulla regolare andatura del cavaliere...

Il regolamento prevede che dopo aver prestato giuramento di fedeltà al signore del castello, i tre cavalieri designati dalle contrade a rappresentarli nella disfida passeranno una volta giunti sul campo di gara al rito del “tocco” con cui verrà designato l’ordine di gara. Ogni cavaliere, vestito con i colori della propria contrada, cercherà di infilare al galoppo anelli via via sempre più piccoli ai quali corrisponde un punteggio, se infilzati, in base alla grandezza; questo per un totale di cinque tornate. Verranno assegnati: 5 punti per il primo anello, 7 punti per il secondo anello, 9 punti per il terzo anello, 11 punti per il quarto anello, 13 punti per il quinto anello.

In caso di pareggio tra le contrade, il palio si deciderà cercando di infilare un sesto anello più piccolo, ad oltranza fino a che una contrada non riuscirà a prevalere. Durante la gara sarà presente la giuria che deciderà sulla regolare andatura del cavaliere, che dovrà essere rigorosamente al galoppo.

Le contrade

Quando l'unica via da Pieidmonte era l'antica mulattiera, il viandante giungeva inizialmente nella contada Cavallo, prima sosta Castellana. Percorrendo le stradine fiancheggiate da orti e piccoli poderi, risaliva fin su alla Chiesa Madre, limite con la contrada Torre. Da lì, il viaggiatore poteva osare un ultimo sforzo, attraversare il centro storico e giungere in prossimità delle torri e delle antiche mura, da cui affacciarsi e godere della vista delle campagne, dei giardini e delle case sparse sul territorio della contrada Platano, per poi alzar lo sguardo verso i verdi monti del Matese.



Platano

La contrada più giovane e attualmente è quella che detiene maggiori vittorie del palio della Giostra. Territorialmente è la più grande e oggi dà il benvenuto a chi giunge in paese e un arrivederci a chi si dirige verso il cuore del Parco Regionale del Matese. A differenza delle altre contrade, vanta una struttura urbanistica più estesa, nuova e moderna, con la maggior parte delle abitazioni di recente costruzione, con la presenza ville e giardini ricchi di vegetazione e flora locale e villette comunali con attrazioni per i più piccoli. Comprende parte della mulattiera che, attraverso campi, dossi e balze, conduce verso il Paese di San Gregorio Matese e le spettacolari cime dei monti del Parco Regionale del Matese.



Cavallo

Anticamente Castello era la rocca di Piedimonte e questa contrada dava il primo rifugio a tutti coloro che percorrevano la mulattiera per ripararsi da eventuali assalti nemici. Non a caso, la prima costruzione in cui ci si imbatte, prima di giungere alle abitazioni, è la Chiesa del Purgatorio, prima sosta e primo ristoro; via via si sale fino al Merrutto dove, con il caratteristico palazzo Posta alle spalle e il palazzo Zappulo di fronte, si gode d’una vista panoramica di tutta la valle del Medio Volturno. È la contrada che, negli anni, più ha sofferto lo spopolamento, ma molti castellani trasferitisi altrove hanno avuto qui i propri natali e fieri dichiarano le proprie origini. Nel 2014, il Cavallo ha vinto il torneo dopo anni di digiuno; la vittoria mancava a questa contrada dal 1996 ed è stata celebrata proprio nel ventennale della Giostra con un “Lunga è stata l’attesa… Non più amare le sconfitte...”.



Torre

Condivide con il Cavallo il centro storico del paese; le due contrade sono divise dalla strada principale che taglia in due tutto il nucleo interno alle mura. Oggi, è l'unica contrada che frena il 00dominio della Contrada Platano nel Palio de La Giostra. La contrada Torre vanta i segni urbanistici e architettonici che più caratterizzano la storia del paese: l’ex convento ora sede del Municipio, l’antica cinta muraria, la Torre Piccola e, ovviamente, la Torre Grande, simbolo e orgoglio di tutti i contradaioli, che dà il primo saluto al corteo storico, che da qui parte per giungere in Piazza Roma e annunciare l’inizio del torneo. L’interno della contrada è caratterizzato dai suppigni, vie d’accesso sottostanti ai palazzi e con splendide volte in pietra, vere e proprie entrate alla contrada, che si arrampicano fino a Piazza Torre.




MANGIASANO - 2023 / 24

La Pro Loco Rocca Alta presenta “A Castello Mangio Sano”, un’iniziativa dedicata alla riscoperta delle tradizioni contadine, dei sapori autentici e della cultura agricola di Castello del Matese.

L’evento nasce con l’obiettivo di coinvolgere l’intera comunità in un percorso che valorizza le antiche ricette povere contadine, tramandate di generazione in generazione, custodendo così la memoria gastronomica del territorio. Attraverso la realizzazione di un libro di ricette tradizionali, saranno recuperati e raccontati i sapori di un tempo, simbolo dell’identità e della storia locale. Grande attenzione sarà inoltre rivolta ai giovani, protagonisti di attività dedicate alla coltivazione dei prodotti tipici di Castello del Matese e alla scoperta delle pratiche agricole biologiche che hanno caratterizzato il lavoro dei propri antenati.

“A Castello Mangio Sano” vuole essere non solo un evento enogastronomico, ma anche un momento di condivisione, educazione e valorizzazione delle radici del territorio, per trasmettere alle nuove generazioni il valore della terra, della genuinità e delle tradizioni locali.