Seguici su
Cerca

SlowFood per Borghi del Matese

Dalla terra alla tavola: il riscatto del Matese

Trasformare antiche colture in via d'estinzione in eccellenze gastronomiche acclamate a livello nazionale

Tutto nasce da una visione lungimirante: non limitarsi alla sola ristrutturazione dei muri, ma investire nel recupero del patrimonio immateriale e dei terreni incolti.

La collaborazione tra le amministrazioni locali del Matese e la rete di Slow Food ha dato vita a un percorso di valorizzazione che punta a sottrarre all'oblio sementi e tradizioni secolari. Questo progetto di "ritorno alla terra" ha l'obiettivo di trasformare borghi con meno di cinquemila abitanti in laboratori viventi di biodiversità, dove il lavoro agricolo diventa uno strumento di rigenerazione sociale e culturale.

Il cuore di questa iniziativa risiede nella riscoperta di prodotti unici che crescono sopra i mille metri di altitudine, dove le caratteristiche del suolo conferiscono proprietà organolettiche irripetibili. La segale di montagna e le patate coltivate in quota non sono più soltanto ingredienti di sussistenza, ma simboli di un'identità ritrovata. Attraverso laboratori di cucina tradizionale e la produzione di birre artigianali legate al territorio, è stato creato un ecosistema economico che connette il passato rurale con le moderne esigenze di un mercato sempre più attento alla sostenibilità e all'autenticità.

Questa strategia di territorio ha trovato la sua naturale consacrazione durante l'ultima edizione del Salone del Gusto. Lo stand dedicato a queste aree interne ha registrato un'affluenza straordinaria, superando ogni aspettativa e attirando l'interesse di ristoratori, tour operator e stampa specializzata. Il successo ottenuto non è stato un punto d'arrivo, ma la conferma che il potenziale d'attrazione di queste zone risiede proprio nella loro capacità di raccontare una storia fatta di ricette antiche, come le patate "ammaccate", capaci di conquistare i palati più esigenti della metropoli.

Il Matese dimostra così che la via per il futuro dei piccoli borghi passa attraverso la tutela delle proprie radici e la capacità di fare rete, trasformando la marginalità geografica in una posizione di eccellenza nel panorama agroalimentare italiano.

Media